In breve. Lo Shikaku si gioca su una griglia in cui alcune caselle portano un numero. Bisogna dividere tutta la griglia in rettangoli in modo che ogni rettangolo contenga esattamente un numero e che la sua area, in caselle, sia uguale a quel numero. Nessun rettangolo può sovrapporsi a un altro e nessuna casella può restare libera. Una griglia corretta ha una sola soluzione, e la si raggiunge per deduzione: non serve mai indovinare.
- 1Numero per rettangolo. Non due, non zero.
- 4Deduzioni, e cade l'intera griglia.
- 0Colpi di fortuna. Ogni griglia è verificata prima di partire.
La regola sta in tre righe
Dividi tutta la griglia in rettangoli. Ogni rettangolo contiene esattamente un numero. E quel numero è la sua area: il suo numero di caselle. Ecco, la formazione è finita.
Un 6 è quindi un rettangolo di sei caselle: 1 × 6, 2 × 3, 3 × 2 o 6 × 1. Il quadrato conta come rettangolo, sì, e anche la striscia larga una sola casella. La geometria delle medie gioca per te.
Niente si sovrappone, niente resta fuori. Quando l'ultima casella trova un padrone, è fatta. E c'era un solo modo di arrivarci, che resta la migliore notizia della giornata.
Le quattro deduzioni che bastano
Uno Shikaku non si risolve immaginando l'intera suddivisione. Quel metodo è riservato a chi vede Matrix. Si risolve eliminando, numero per numero e casella per casella. Bastano quattro ragionamenti, e sono esattamente i quattro che il risolutore del gioco applica per verificare una griglia prima di mandartela.
1. Il solo rettangolo che ci sta
Prendi un numero e conta i rettangoli dell'area giusta che lo contengono senza inghiottire un altro numero né uscire dal tavoliere. Se ne resta uno, è posato, e non hai nemmeno dovuto pensare. È il grande momento dei numeri primi attaccati a un bordo: un 5 ha solo due forme, 1 × 5 e 5 × 1, e il bordo spesso ne uccide una.
2. La casella con un solo pretendente
Cambia punto di vista: guarda una casella vuota e chiediti quali rettangoli, di tutti i numeri, possono ancora coprirla. Se ne resta uno solo, è posato, qualunque spazio occupi altrove.
3. La casella che interessa a un solo numero
La più redditizia delle quattro, e quella che nessuno pratica. La casella può avere più pretendenti, ma se appartengono tutti allo stesso numero, quel numero se la prenderà. E via, butti in un colpo solo tutti i suoi rettangoli che la mancano.
. . . . . 6 . . . . . 3 ? . . .
Il 3 non arriva fino all'angolo, i suoi rettangoli di tre caselle restano troppo in alto. Il 6 sì, con un 2 × 3 lungo il bordo sinistro. L'angolo appartiene dunque al 6, e tutte le suddivisioni del 6 che lo evitano finiscono nel cestino. Una casella guardata, un mucchio di possibilità in meno.
4. Il passaggio obbligato
Il ragionamento inverso. Prendi un numero e sovrapponi mentalmente tutti i rettangoli che può ancora assumere. Se una casella risulta coperta in ogni caso, gli appartiene già, anche se la forma finale resta un mistero. Nessun altro può rivendicarla.
Da dove cominciare
- Prima angoli e bordi. Una casella d'angolo è raggiungibile da pochissimi rettangoli, spesso di un solo numero. È lì che la terza deduzione rende di più.
- Poi i primi. 2, 3, 5, 7, 11: due orientazioni, non una di più, e un bordo ne toglie regolarmente una.
- I numeri grandi dopo. Un 12 ha molte forme, ma gli serve spazio: su una griglia affollata spesso ne trova una sola, e smette di fare il gradasso.
- Ripassa le caselle isolate. Dopo ogni pezzo, guarda quelle che hanno appena perso pretendenti. È lì che la griglia si srotola da sola, ed è molto soddisfacente.
Lo sbaglio che costa la partita: posare un rettangolo perché ci sta, senza verificare che sia l'unico a starci. Il gioco lo accetta, ovvio, l'area è giusta. E l'errore ti salta in faccia dieci pezzi dopo, quando una casella non trova più nessuno. Scoprire quale dei dieci è sbagliato costa allora molto più della deduzione risparmiata. Non chiedermi come lo so.
Non chiedere mai «dove posso mettere questo numero?». Chiedi «chi può coprire questa casella?». Stessa griglia, stesse regole, ma la seconda domanda ha molte meno risposte. È tutto il mestiere.
Perché qui non si indovina mai
Uno Shikaku corretto ha una soluzione unica e soprattutto un percorso per arrivarci: a ogni passo almeno una deduzione è disponibile. Senza quella garanzia il gioco diventa una scommessa, e una scommessa persa dopo venti minuti non si dimentica.
Qui ogni livello viene generato e poi passato al risolutore prima di essere spedito. Se serve la minima supposizione per andare avanti, la griglia finisce nel cestino e se ne genera un'altra. L'unicità arriva in regalo: quando ogni passo è obbligato, non è mai esistita una biforcazione.
Da dove viene lo Shikaku
Il rompicapo è stato inventato nel 1989 da Yoshinao Anpuku, allora studente di matematica all'università di Kyoto, e pubblicato da Nikoli, l'editore giapponese a cui dobbiamo la febbre del sudoku. Il suo nome completo, 四角に切れ, shikaku ni kire, significa «taglia in rettangoli». Da Nikoli i rompicapi si battezzano come si scrive un libretto di istruzioni.
Altrove lo incontrerai come «Rectangles» e «Divide by Box», a volte «Cell Block». Stesso gioco, stesse regole, solo un altro costume.
In questo gioco
Il gesto
Dito su una casella, trascini, il rettangolo si disegna da solo. Un'etichetta mostra l'area in corso rispetto a quella cercata, 4 / 6, e compare sopra il dito, mai sotto. Perché su un telefono la mano copre proprio ciò che stai cercando di leggere, e ci sono cascato prima di te. Rilasci quando il conto torna. Per togliere un pezzo già posato, toccalo.
Cosa il gioco rifiuta, e perché te lo dice
Rettangolo della misura sbagliata? Rifiutato, con la sua ragione: «il 6 chiede 6 caselle, ne hai tracciate 8». Due numeri dentro, te lo dice anche. È voluto: un rifiuto muto lo prendi per un bug e vai a lamentarti sullo store. Un rifiuto che si spiega ti insegna la regola in una partita.
Il suggerimento ti spiega prima di rispondere
La prima pressione non posa proprio nulla. Segna una casella e ti serve la deduzione in chiaro: «solo il 6 può raggiungere questa casella, quindi il suo rettangolo deve coprirla». La seconda posa il pezzo, se davvero vuoi la risposta. E no, il suggerimento non costa nessuna stella. Sarebbe un po' meschino.
Le stelle
Tre stelle vuol dire senza errori. Contano come errore: un rettangolo rifiutato per area sbagliata o per due numeri inghiottiti e soprattutto un pezzo posato e poi tolto, che equivale ad ammettere che era falso. Un dito che scivola fuori dal tavoliere, no. Si punisce il ragionamento, non la goffaggine.
Le sagome
Alcune griglie non sono rettangoli ma forme ritagliate: un cuore, una chiave, un gatto. Non sono più difficili, sono anzi più facili, perché ogni bordo scavato toglie rettangoli possibili, quindi c'è meno da esaminare. Sono le pause della campagna, non i suoi picchi.
Domande frequenti
Che cos'è lo Shikaku?
Un rompicapo logico giapponese pubblicato da Nikoli. Si divide una griglia in rettangoli in modo che ognuno contenga un solo numero pari al suo numero di caselle. Niente si sovrappone e nessuna casella resta fuori.
Un quadrato conta come rettangolo?
Sì. Un 4 può essere un quadrato 2 × 2, una striscia 1 × 4 o 4 × 1, e un 9 può essere un quadrato 3 × 3. La parola rettangolo comprende il quadrato, come in geometria.
Bisogna a volte indovinare?
No, mai, se la griglia è corretta. Ogni livello di questo gioco passa da un risolutore che applica solo deduzioni obbligate: se occorre supporre qualcosa per procedere, la griglia viene scartata prima di essere servita.
Come capisco da dove cominciare?
Dagli angoli e dai bordi, poi dai numeri primi. Una casella d'angolo è raggiungibile da pochissimi rettangoli, e un primo ha solo due orientazioni possibili, una delle quali il bordo spesso elimina.
Lo Shikaku ha altri nomi?
Sì: «Rectangles», «Divide by Box», a volte «Cell Block». Il nome giapponese completo è 四角に切れ (shikaku ni kire), «taglia in rettangoli».
Che differenza c'è con un nonogramma?
Entrambi si risolvono per pura deduzione, ma il nonogramma fa riempire caselle a partire da serie di numeri ai margini e rivela un disegno. Lo Shikaku divide la superficie in regioni: non cerchi un disegno, cerchi una partizione.
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